e Foto - BlogdiDino | <meta name="Keywords" content="politica, letteratura, fotografia" /> | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

Le pubblicazioni continuano qui " http://dinomonti.blogspot.it "
politica interna
12 settembre 2015
Weber: “Nuovi leader? No resta il partito personale di Beppe Grillo”
Le pubblicazioni continuano qui " http://dinomonti.blogspot.it "

Weber: “Nuovi leader? No resta il partito personale di Beppe Grillo”


Roberto Weber. Il direttore dell’istituto di ricerca IXè.
I l Movimento 5 stelle non può essere un competitor nazionale per il Pd, ma nelle realtà locali in difficoltà, come Roma o la Sicilia, vince, perché l’insofferenza accentua la radicalità nell’opinione pubblica, che invece per il governo vuole un referente moderato». Secondo Roberto Weber, direttore dell’istituto di ricerca IXè, sondaggista di lunga data, i grillini si stanno trasformando ma reggono. Grillo sembrava avesse fatto un passo indietro e invece no, ha investito Di Maio come “leader” poi è tornato alle “parlamentarie” in Rete.
L’M5S non è più un partito personale, con un capo forte, secondo lei?
«Certo che lo è. Ha una dimensione splendidamente leninista… E Grillo come capo ha molto senso politico: sa fare passi indietro, si oscura e poi torna. Infatti dal movimento c’è una critica alla democrazia rappresentativa». Sì ma sono andati in Parlamento «Sono in Parlamento ma vogliono sembrare extraparlamentari. E hanno un forte senso di antipolitica. Magari sono confusi, ma questioni come l’abolizione del finanziamento pubblico, una delle ragioni della nascita del M5S, non si cancellano facilmente nell’opinione pubblica, va al di là delle mode che caratterizzano i movimenti europei, alcuni molto pericolosi. In Parlamento non mi sembra abbiano fatto cose trascendentali, antisacrali. Abbiamo visto molto di peggio anche prima dei tempi di Berlusconi».
Be’ anche saltare in massa sui banchi del governo come a una corsa a ostacoli? Non si era mai visto.
«Non so. Certo sono contraddittori, anche sulla rielezione di Napolitano giocarono una partita in casa, per rafforzarsi a dispetto degli interessi del Paese».
Ma Grillo è sempre il capo indiscusso, insieme a Casaleggio?
«La cosa curiosa è che nella nostra ultima indagine sulla fiducia generale Alessandro Di Battista è al 24 per cento scavalca Beppe Grillo, che è al 17, 18%».
Sarà perché Di Battista si fa vedere, è molto teatrale e… fighetto?
«Può darsi, perà dimostra che nei 5 Stelle c’è un po’ di stanchezza verso il fondatore, forse arriveranno a un lento cambiamento di leader».
È in ballo la scelta del candidato premier, del nuovo leader. Pensa che i grillini potranno vincere e andare a governo?
«Non sono un competitor nazionale, perché l’opinione pubblica italiana magari ama la radicalità, anche la rottamazione renziana piace, ma, siccome di fondo è moderata, quelle ipotesi radicali spaventano l’elettore. Renzi ha riposizionato il Pd su quell’Italia profonda che è moderata, quindi è difficile che l’M5S vinca. Ma a livello locale sì: nelle realtà locali più critiche, come Roma e la Sicilia, dove l’insofferenza delle persone è forte, per esempio nella capitale dopo che si è visto di tutto negli anni, lo “strumento” 5 Stelle è utile e può vincere. È un movimento duttile».
Alle amministrative quindi l’M5S ci guadagna?
«È possibile, però ai ballottaggi vengono sconfitti, come abbiamo visto con l’indagine IXè. E non vogliono fare alleanze, si giocano la partita da soli».
L’M5S è cambiato, secondo lei?
«È un movimento sincretico, ha più componenti anche della loro attuale conformazione. Ha cominciato con una cifra populista, o era percepita così da chi è strutturato nei partiti, ma con le denunce inziali dicevano anche cose di buon senso, altrimenti perché parte della sinistra ci avrebbe creduto? Il populismo è emerso con più forza dopo. Comunque gli esponenti che conosco, o qui a Trieste o in tev, sono spesso più preparati della media dei politici “nuovi”, anche se sono contraddittori».
Come sono visti nei suoi sondaggi?
«Sono solidi, non scendono mai sotto la media del 22 -23 %. E quando il Pd scende, l’M5S sale. Ai grillini però manca la scintilla strategica, perché nella fascia di età fino ai 54 anni arrivano anche al 25- 27%, mentre in quella di età più elevata crollano all’8%. E, a livello di contenuti, non fanno niente per recuperare consensi, come proporre delle politiche per i più anziani.»
È diminuito il mito della Rete? Grillo si è lamentato di aver imbarcato persone sconosciute…
«In Rete sono sempre quelle 20-40mila persone a partecipare, non tante. E Grillo parlava di quelli che sono usciti. Del resto in un partito splendidamente leninista, anche senza polizia segreta e senza morti, come si può stare».

Da L' Unità.it



permalink | inviato da Dino74 il 12/9/2015 alle 12:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
12 settembre 2015
In salita Pd e Renzi, M5s al 27%, massimo storico. Crolla Forza Italia

In salita Pd e Renzi, M5s al 27%, massimo storico. Crolla Forza Italia

Di Ilvo Diamanti per RepubblicaEconomia


LA MARCIA di Matteo Renzi al governo procede senza scosse e senza accelerazioni particolari. Da tempo non riesce più a sollevare entusiasmo. Le speranze, attorno a lui, si sono raffreddate. Ma, per ora, non sembra in pericolo. Le vicende politiche interne e le emergenze esterne - per prima: la vicenda drammatica dei profughi - non hanno indebolito il sostegno al governo. Questa, almeno, è l'idea che si ricava dal sondaggio dell'Atlante Politico condotto nei giorni scorsi da Demos per Repubblica. Oggi, infatti, Renzi appare un leader senza alternativa, anche se è incalzato da opposizioni che hanno basi ampie e radicate. Il PD resta, comunque, il primo partito, fra gli elettori. Conserva il livello di consensi rilevato prima dell'estate. Anzi, lo migliora, seppure di poco. Supera, infatti, il 33%. Seguito, a distanza, dal M5s. Che si avvicina al 27%, il dato più elevato, da quando è sorto (secondo l'Atlante Politico). Dietro di loro, la Lega di Salvini staziona, intorno al 14%. Ma supera, per la prima volta, in modo netto, Forza Italia. Più che per meriti propri, per demerito del partito di Berlusconi, che scivola all'11%. Il minimo da quando, oltre vent'anni fa, è "sceso in campo", trainato dal suo leader e padrone. Tra le altre forze politiche, si osserva il declino dei centristi NCD e Udc. Ormai ridotti ai minimi termini (meno del 3%).
TABELLE
Anche il PD di Renzi, in caso di elezioni con il nuovo sistema elettorale, l'Italicum, appare comunque lontano dal 40%. La soglia prevista per conquistare la maggioranza dei seggi al primo turno. Dovrebbe, dunque, affrontare un ballottaggio, nel quale, secondo le stime del sondaggio di Demos, nessuno dei possibili sfidanti sembra in grado di batterlo. Tuttavia, solo nei confronti della Lega il distacco del PD appare largo. Quasi 30 punti. Di fronte al M5s oppure contro un "cartello" di destra, che riunisse Lega e FI, il PD si affermerebbe, ma non di larga misura. Sfiorando il 54%.
Nell'insieme, non si colgono segni di svolta né di grande cambiamento, in questo sondaggio. Semmai, la conferma di una fase di fragile stabilità. Ribadita dagli orientamenti verso i principali leader. Anche in questo caso, Matteo Renzi primeggia. Ma si attesta sugli stessi livelli degli ultimi mesi. Il 42%. È, dunque, il "preferito" fra gli elettori. Davanti a Matteo Salvini, in sensibile calo di gradimento personale. E a Giorgia Meloni. Che dispone di un consenso assai maggiore del proprio partito. È, invece, interessante osservare come Luigi Di Maio ottenga un indice di fiducia superiore a Beppe Grillo, fra gli elettori nell'insieme. Nella base del M5s, il fondatore - e "amplificatore" - risulta, però, ancora il più apprezzato (da circa il 70%). Ma Di Maio, il successore più accreditato, dispone anche qui di un livello di gradimento, comunque, ampio, prossimo al 60%. Segno che il M5s si è, in parte, autonomizzato da Grillo. Comunque, non è più identificato solo con la sua figura. E, probabilmente, anche per questo mantiene una base di consensi molto ampia.
Così, Renzi e il suo governo procedono in mezzo a molte difficoltà, ma non ne sembrano penalizzati in misura eccessiva. Il gradimento del governo, come quello personale del premier, è sceso di oltre 10 punti rispetto a un anno fa. Ma dall'inizio dell'anno appare stabile. E, negli ultimi mesi, perfino in lieve crescita. Sopra il 40%. La valutazione sulle principali politiche del governo, peraltro, non è peggiorata. In alcuni casi, anzi, è perfino migliorata. In tema di lavoro, di fisco. Ma, soprattutto, in tema di immigrazione. Argomento della lettera inviata dal premier a Repubblica. L'ondata degli sbarchi, l'emergenza dei profughi, negli ultimi mesi, non sembrano aver danneggiato l'immagine del governo e di Renzi. Al contrario. Infatti, la quota di cittadini che vede negli immigrati un "pericolo per la sicurezza" oggi è poco più di un terzo della popolazione. Il 35%. In giugno era il 42%. Le immagini del grande esodo dall'Africa e dalla Siria verso l'Europa hanno modificato il sentimento popolare, oltre che l'atteggiamento di molti leader di governo (per prima: Angela Merkel). Così, alla paura e all'ostilità si sono sostituite l'apertura e la pietà. E se, fino a pochi mesi fa, tra gli italiani gli sbarchi erano considerati un'invasione, da respingere, erigendo muri e barriere, oggi prevale il sentimento - e l'orientamento - di "accoglienza". Sostenuto da oltre il 60% degli intervistati: ben 20 punti in più rispetto a giugno. Una vera "svolta d'opinione".
Nella politica italiana, dunque, si annuncia un autunno tiepido. Con un leader solo al comando, circondato da opposizioni che faticano a presentarsi come vere alternative di governo. Il M5s: è canale dell'insoddisfazione popolare. Ma anche soggetto di controllo democratico a livello centrale e locale. La Lega di Salvini: appare sempre più Ligue Nationale. Versione italiana del Front National di Marine Le Pen. Che, tuttavia, si è affermata interpretando le paure degli elettori moderati. Forza Italia, infine, declina, in modo inevitabile e inesorabile, insieme al leader che l'ha inventata. E da cui non può prescindere.
Matteo Renzi, dunque, prosegue la sua marcia. Aiutato dalla ripresa positiva del mercato e dell'economia. Dalla timidezza degli avversari. Visto che l'opposizione più insidiosa, oggi, appare quella "interna" al PD.

Così, il 46% degli elettori, ormai, ritiene che governerà fino alla scadenza naturale della legislatura. Il dato più elevato da quando è in carica. A differenza del passato, paradossalmente, ciò avviene proprio quando sembra avere smesso i panni del velocista. Del leader ipercinetico sempre in movimento, una riforma dopo l'altra, un "fatto" dopo l'altro. Mentre, al contrario, ha rallentato la corsa, ridimensionato le pretese. Il linguaggio. Renzi. Un premier (più) lento, che riflette il sentimento di un Paese stanco. Di miracoli e di promesse.
ECONOMIA
11 settembre 2015
Finmeccanica, super commessa in Kuwait da 7-8 miliardi di euro

Finmeccanica, super commessa
in Kuwait da 7-8 miliardi di euro


Di Fabio Tamburini per IL Corriere Della SeraEconomia.it

Commessa di Alenia Aermacchi, la società capofila delle attività nell’aeronautica. Trattative di tre anni seguite dalla ministra della Difesa Roberta Pinotti




Super commessa in arrivo per il gruppo Finmeccanica in Kuwait. Il valore dei contratti si aggira intorno a 7-8 miliardi di euro, che hanno come protagonista Alenia Aermacchi, la società capofila delle attività nell’aeronautica. A sua volta ne trarrà beneficio il consorzio Eurofighter, che ha tra i principali azionisti Germania, Regno Unito e Spagna, con sede a Monaco, in Baviera. L’accordo firmato ieri è l’epilogo di trattative durate a lungo, almeno tre anni. Ed è stato seguito personalmente sia dalla ministra della Difesa, Roberta Pinotti, e dalla presidenza del consiglio, sia dall’amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti. La super commessa è parte di un accordo quadro tra i due Paesi che permette all’Italia di consolidare le posizioni in un’area strategica e ricca di opportunità. Per Alenia Aermacchi è particolarmente importante perché permette di dare consistenza a un portafoglio ordini che nel primo semestre 2015 è risultato significativamente inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In più aumenta il peso e la considerazione dell’azienda nei rapporti interni al consorzio Eurofighter.
vita scolastica
11 settembre 2015
Da stasera oltre 8mila neo-prof, solo una ventina non ha accettato

Da stasera oltre 8mila neo-prof, solo una ventina non ha accettato

Di SALVO INTRAVAIA per RepubblicaScuola.it


Alla fine, tra mugugni e imprecazioni, accetteranno quasi tutti i precari della scuola nominati lo scorso 2 settembre. Ci sarà tempo fino alle 23:59 di oggi, ma i dati sono praticamente completi. E il governo Renzi avrà portato a casa un punto a proprio favore in quella che si profila come una "battaglia" molto lunga col mondo della scuola. Oggi alle 11 a Roma, infatti, i sindacati degli insegnanti - Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams - riuniranno i rappresentanti d'istituto per delineare le mosse da intraprendere in quello che si preannuncia come un autunno molto caldo.

Ed ecco i dati. A poche ore dalla scadenza per accettare o rifiutare la proposta recapitata nella notte del 2 settembre a 8mila e 800 supplenti o idonei all'ultimo concorso, nei computer del Ministero è arrivato il sì di 8mila e 200 docenti. Oltre il 93,4 per cento, comunicano soddisfatti dall'Ufficio stampa del ministero dell'Istruzione. E per la maggior parte - 7mila su quasi 9mila - si tratta di meridionali destinati ad una carriera scolastica al Nord. A rifiutare sono stati finora in 16. Un'inezia. Ma dei 16mila posti rimasti vacanti dopo le prime due fasi quasi metà - 7mila e 200 circa - rimarranno senza un insegnante a tempo indeterminato. Perfino in Sicilia e Campania sono rimasti posti vacanti. Provvisoriamente, in attesa che si espleti il concorso da 80mila posti previsto dall'esecutivo, su queste cattedre verrà assegnato un supplente. Cui occorrerà aggiungere le cattedre vacanti che rimarranno anche dalle assegnazioni in fase C.

Secondo i calcoli effettuati dai sindacati, sulla base dei numeri diffusi dallo stesso ministero, alla fine della partita resteranno non assegnate almeno 22mila cattedre delle 102mila ipotizzate all'inizio dal governo. Cattedre che andranno ad ingrossare le fila dei precari - almeno 60mila supplenti d'istituto che continueranno ad ottenere per un altro anno l'incarico - che l'esecutivo voleva cancellare, per assicurare maggiore stabilità alle scuole. Fine della "supplentite" che è solo rinviata, come ha avuto modi di dire lo stesso ministro, Stafania Giannini, giacché l'anno che in quasi tutte le regioni italiane vedrà suonare la prima campanella il 14 settembre (o qualche giorno dopo) appare davvero come un anni di transizione.
politica estera
7 settembre 2015
Migranti, l'Europa ritrova il cuore e la politica....Ezio Mauro

Migranti, l'Europa ritrova il cuore e la politica

Frontiere aperte in Austria e in Germania che stanzia 6 miliardi per gli aiuti ai profughi. Ma ora c'è il problema dei paesi dell'ex blocco sovietico che restano su posizioni xenofobe. Riforme, comincia al Senato la settimana decisiva per l'abolizione del bicameralismo perfetto. Ultime ore di trattative nel Pd. Economia, la Cina conferma al ribasso le stime sul Pil.
Il commento del direttore Ezio Mauro, in apertura della riunione di redazione del mattino. Gli interventi dei responsabili dei settori. Le nostre telecamere dentro Repubblica
di Gianluca Luzi, a cura di Giorgio Caruso
montaggio Paolo Saracino




SCIENZA
7 settembre 2015
Gli oceani diventano bollenti e i pesci fuggono dall’Equatore

Gli oceani diventano bollenti e i pesci fuggono dall’Equatore

Gli oceani diventano bollenti e i

 pesci fuggono dall’Equatore

I gas serra provocano un aumento globale delle temperature: non solo dell’atmosfera ma anche dei mari

La ricerca: molte specie stanno cercando acque più ospitali. È uno sconvolgimento degli habitat che non accedeva da milioni di anni

Gli oceani diventano sempre più caldi, l’ossigeno nelle acque diminuisce (e continuerà a scendere), costringendo molte specie ad emigrare a Nord e Sud, verso i Poli e lontano dall’Equatore: già lo fanno a una velocità di 7-8 km l’anno, cioè a una velocità 10 volte superiore a quella degli animali terrestri.

Lo dicono molte ricerche statunitensi, tra le quali una pubblicata da «Nature Climate Change». Un team internazionale di scienziati ha analizzato 13 mila specie di pesci, invertebrati e altri organismi marini, certificando gli ennesimi danni che l’effetto serra, causato dall’immissione nell’atmosfera di CO2 da parte degli umani, sta producendo sull’ambiente: pesci e coralli, ad esempio, stanno abbandonando l’Equatore; altri scienziati, invece, si sono concentrati su specie come il merluzzo dell’Atlantico e il granchio di scoglio.
(Lo stress dei coralli. Il riscaldamento delle acque sta mettendo in crisi le barriere di tutto il mondo: ci saranno ancora i coralli nel 2100?)

I ricercatori hanno registrato le temperature più calde e quelle più fredde dell’ambiente nel quale le specie sono state osservate e, se il futuro sarà come il passato, dicono, ogni specie cercherà di muoversi per raggiungere e mantenere la loro «nicchia termica». Il paradosso è che la fascia ecologica equatoriale sta diventando una specie di pentola in ebollizione, che allontana le specie animali e vegetali: in acque più calde il metabolismo dei pesci cambia e aumenta di pari grado. Gli animali hanno bisogno di più cibo e di più ossigeno e quindi emigrano: lasciano le acque troppo calde, che li sottopongono a uno stress eccessivo, e raggiungono habitat più temperati, che accelerano tutti i loro parametri vitali.

Il viaggio sarà più facile per alcuni animali e meno per altri, dice lo studio: alcuni riusciranno a nuotare nell’oceano aperto per fuggire alle acque troppo calde, altre incontreranno sul loro percorso acque troppo profonde o terre emerse, che bloccheranno loro la strada.

(Il caso delle aragoste. Mentre nel Nord del Maine si sono moltiplicate, a Sud, lungo il New England,la loro presenza è crollata. Il motivo? Il boom delle temperature che ha cambiato la loro nicchia ecologica)

Un esempio significativo di questi cambiamenti già in atto? Nel Nord del Maine le aragoste si sono moltiplicate fino all’inverosimile. I dati della Commissione marina per la pesca negli Stati sull’Atlantico sono incontrovertibili: hanno raggiunto un livello record. A Sud, lungo la costa, le cose cambiano: nel New England la presenza di aragoste è crollata, gettando in rovina molti pescatori.

Queste ricerche rappresentano un passo avanti importante per comprendere quale sarà la salute degli oceani in futuro, che così tanto influenzerà la vita dell’uomo. Gli studiosi, infatti, hanno anche confrontato la biodiversità attuale di ogni singola regione degli oceani con quella che sarà nel 2100: i Tropici perderanno una parte sostanziale di specie e nessun’altra andrà a sostituirla. Le specie che emigrano verso i Poli, in compenso, daranno vita ad ecosistemi misti quali non si sono mai avuti negli ultimi milioni di anni. Se metti le specie in un frullatore, dicono, non puoi sapere quali saranno gli effetti e quali combinazioni di specie si verificheranno.

(Il merluzzo in pericolo. I cambiamenti climatici e gli eccessi della pesca stanno mettendo a serio rischio una delle specie-simbolo dell’Atlantico)

Naturalmente gli scienziati devono ancora scoprire molti aspetti di questi cambiamenti, poiché, ad esempio, un’altra ricerca rivela come le creature che vivono in ambienti meno circoscritti possano sopravvivere meglio di altre. Ma, insomma, i dati sul campo e le simulazioni al computer sono chiare e il quadro è fosco. Riguarda ovviamente anche gli umani, così legati alle risorse degli ecosistemi: il riscaldamento globale, che procede a un ritmo elevato, cambia la vita negli oceani e quella degli uomini come mai è accaduto in milioni di anni. La siccità in California e in alcuni Stati centroamericani come Porto Rico sta mettendo a dura prova le riserve idriche e non è un caso che le guerre in Medio Oriente siano particolarmente cruente intorno ad aree intorno alle grandi dighe. L’Isis e le superpotenze internazionali lo sanno bene e le migrazioni di massa dovrebbero far riflettere anche su scala globale.
Da La Zampa.it La stampa
ECONOMIA
7 settembre 2015
Capitali all’estero, rientrano 10 mila italiani Orlandi: «Abbiamo milioni di dati»

Capitali all’estero, rientrano
10 mila italiani
Orlandi: «Abbiamo milioni di dati»

di Francesca Basso per IL Corriere Della Sera/Economia.it


La direttrice dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi

La direttrice dell’Agenzia delle entrate: finora quelle informazioni erano segrete

Finora erano solo indiscrezioni, ora invece è la direttrice dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, a indicare le dimensioni del fenomeno: secondo l’ultima rilevazione sono circa 10 mila le richieste di adesione alla voluntary disclosure — la sanatoria che permette a chi detiene capitali all’estero di nascosto al Fisco di mettersi in regola — contro le sole mille del maggio scorso. Orlandi ha anche spiegato che «abbiamo milioni di informazioni, di dati che fino a pochi mesi fa erano segreti. Questo cambiamento sta rivoluzionando il mondo, e su questo vogliamo avviare anche in Italia la lotta all’evasione».
Le stime
Gli addetti ai lavori stimano che le richieste potrebbero arrivare nelle prossime settimane a 100 mila. La finestra per mettersi in regola si chiude il 30 settembre, anche se c’è un rincorrersi di voci non confermate di un possibile slittamento. Un fatto però è ormai assodato e lo spiega Orlandi: «Il cambiamento più grande a livello fiscale non è a livello italiano, ma mondiale. La novità degli ultimi mesi è infatti il tentativo di tutti gli Stati, a partire dagli Usa, di diffondere le informazioni sull’evasione. C’è un sistema automatico e con flussi continui e strutturati tra tutti i paese dell’Ocse, e questa è una rivoluzione». «L’Italia — ha aggiunto — ha già firmato molti accordi di questo tipo». A cominciare dall’intesa con la Svizzera, che prevede lo scambio automatico di informazioni secondo lo standard Ocse a partire dal 2018 con riferimento alle attività finanziarie detenute nel 2017, e che sancisce la fine del segreto bancario.
Lotta all’evasione
La voluntary disclosure, che comporta il pagamento di tutte le tasse evase ma una riduzione delle sanzioni, si presenta come l’ultima occasione per far emergere i capitali detenuti all’estero di nascosto al Fisco. Chi non vi aderirà dovrà fare i conti anche con il reato di autoriciclaggio. I paradisi fiscali tradizionali stanno di fatto scomparendo e il Fisco ha ormai strumenti di indagine sempre più sofisticati, a cominciare dall’incrocio delle banche dati. Restano però dei problemi, come sottolineato da Orlandi: «Ogni anno l’Agenzia delle entrate fa un numero enorme di denunce penali per evasione, più di 20 mila l’anno. Ma se non c’è un sistema che le porta in fondo, è come non farne nessuna, stiamo solo ingolfando la giustizia».



Diciamoci la verità : Solo con Renzi tutto

 questo è stato possibile ….già da decenni si

 poteva fare, ma ne Destra e neppure la

 sinistra quella amata di D' Alema, Bersani e

 soci hanno avuto il coraggio di attuarla.


sfoglia
<<  1 | 2  >>

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Le pubblicazioni continuano qui " http://dinomonti.blogspot.it "
 

Benvenuti sul mio blog ! ... Welcome to my blog !

 

___________________________

 

_

La tua sorgente a bassa quota.

 
CHIAMA il numero verde..." 800 913 091 "
 

 

DISCLAIMER Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post.Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

 

_______________________________

ARTICOLO 21

Articolo 21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. (Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)




IL CANNOCCHIALE